Una delle prime motivazioni alla base del progetto Cheffrì, che spesso ritorna come filo rosso delle nostre storie, è quella di diffondere sempre più la conoscenza non certo dei prodotti surrogati ma del fatto che la nostra alimentazione quotidiana è principalmente costituita da cibo naturalmente senza glutine.

Sembra una cosa ovvia e scontata ma non è così e spesso ci si imbatte in persone non celiache che invece immaginano che il nostro mondo sia un mondo a parte, dove tutta l’alimentazione sia diversa, strana, “aliena”. Molti non riflettono sul fatto che il glutine è in una decina di cereali in tutto, da cui proviene pasta, pizza, pane e poco altro, mentre il resto del mondo alimentare (carne, pesce, frutta, verdura ecc…) è normalmente senza glutine e fa normalmente parte della vita alimentare di noi celiaci come di tutti.

Ma questo sembra non essere chiaro a molti che non conoscono la celiachia e nel cui immaginario – chissà perché – alberga la convinzione che gluten free sia sinonimo di “strano”, di “non usuale”.
Al punto che capitano anche episodi divertenti come quello in cui una signora distinta ed incuriosita da un convegno in cui si è parlato di celiachia, all’interno di un evento enogastronomico presso cui Cheffrì prestava la sua opera in collaborazione con AIC, dalla sala del covegno si sposta allo stand dei nostri fornelli a curiosare. Una signora evidentemente tendente allo chic con un’attitudine glamour ed un fare  fashion; di quella sempre alla ricerca dell’alternative food e dello swanky eat! (o almeno a me sembrava fosse così!)

Lei si avvicina educata e curiosa, sorridente e compiaciuta del fatto che fino a poco prima aveva ascoltato i rappresentanti dell’associazione dei celiaci esprimere soddisfazione e complimenti agli organizzatori dell’evento che avevano voluto pensare allo stand gluten free e coinvolgere Cheffrì in questa esperienza. Aveva ascoltato quanto fosse importante garantire qualità e attenzione a tutte le diversità alimentari e si era fatta un buon concetto dell’iniziativa. Si avvicina e guarda il tavolo dove, oltre alla tagliatella gluten free preparata con il condimento della tradizione, i piatti serviti al pubblico erano salsiccia, patate e peperoni. Era una sagra e si servivano i cibi di una sagra locale, cibi della tradizione e della quotidianità. Niente di che. Ma qualcosa di strano nella sua mente, la signora sicuramente immaginarlo: non era certo pensabile che una iniziativa così innovativa si sostanziasse di cibi normalissimi!

E allora le si accende la curiosità e la voglia informarsi e conoscere quelle cose strane sul tavolo che sembrano vere, senza chiedersi minimamente se potessero essere normali. Nel piatto in ceramica una cinquantina di invitanti salsicce rosse e fresche, belle a vedersi. Troppo belle per essere vere e normali in uno stand senza glutine forse! E dunque mi chiede curiosa con un bel sorriso: “Belle quelle salsicce, come sono fatte? Col tofu?”. “No, signora – rispondo meravigliato – sono fatte col porco!”

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