aragosta gluten free

Ero indeciso a quale sezione del blog far appartenere questo episodio, in fondo si tratta di un evento che davvero rasenta il comico e quindi sarebbe stato bene nella categoria “Per celia…”, ma questa volta si tratta di un sorriso amaro su cui molti dovrebbero riflettere.

“E’ successo” in un matrimonio ed il caso riguarda una mia stretta parente celiaca. Un matrimonio di quelli con tanti invitati tra cui è sempre molto facile trovare celiaci. Diciamo che se avessi partecipato io (il matrimonio era di parenti), i celiaci saremmo stati almeno due. Bene, quando l’invitata celiaca invia la conferma di partecipazione si premura di ricordare di preparare gluten free per lei e immediatamente viene rassicurata a seguito della disponibilità che gli sposi avevano ricevuto dallo chef. Dunque no problem e questa garanzia viene confermata al momento dell’avvio del pranzo quando all’ospite particolare viene affidato un cameriere che se ne sarebbe occupato. Inoltre il maître si occupa di rassicurare personalmente con frasi del tipo: “non si preoccupi, da noi vengono tanti celiaci”; “Signora stia tranquilla, siamo abituati!”, “Conosciamo bene il problema, abbiamo fatto i corsi!” e via di questo tenore.

Inizia il pranzo e subito si comprende il livello. Gli antipasti di prosciutto e mozzarella, a differenza delle debordanti portate di prodotti della tradizione serviti ai commensali “normali”, facevano subito fotografare la situazione: siamo di fronte ad un classico caso in cui il celiaco “deve mangiare” e non “deve mangiare bene”! Il problema infatti per molti chef e “far mangiare” e non importa cosa e come, non comprendendo come per un celiaco sia assurdo vedersi servire ad un matrimonio un antipasto di prosciutto e mozzarella (a meno che non sia per tutti così). E poi in questi matrimoni gli antipasti spesso sono vari, coi camerieri che passano e ripassano nei piatti aggiungendo ora la frittatina di asparagi, ora la tartina di funghi porcini, ora il flan di pecorino locale; pietanze che davvero con poco sforzo si possono preparare gluten free, specialmente se viene comunicato giorni prima! E la mozzarella e il prosciutto restano lì, fermi nel piatto senza nemmeno che maître e camerieri si chiedano come mai non vengono toccati. Andrebbe forse spiegato meglio a chi li ha preparati che un celiaco a casa propria di prosciutto e formaggio ne può mangiare spesso e quando si va in un ristorante (sedicente) esperto di gluten free, ci si aspetta qualcosina in più. Ma soprattutto spesso non si considera che un celiaco potrebbe anche essere bravo in cucina, o almeno non ignorante e sapere come si prepara ad esempio un flan e quindi vivere con profondo disagio un servizio così scadente.

E fin qui già era sufficiente per capire la poca qualità ma il meglio è stato dato con il secondo primo: il risotto. Ora, i risotti sono una delle cose più frequenti che vengono servite ai celiaci perchè consentono di coniugare gusto, creatività e sicurezza gluten free in maniera agevole per un professionista, con grande soddisfazione anche per il palato del celiaco. Dunque spesso è facile fare il risotto “come” lo si fa per un “normale”, senza ricorrere a particolari escamotage culinari che, in questo caso, potrebbero essere superflui specialmente quando il risotto è di pesce.

Ecco, il caso era proprio questo. E al tavolo cominciano ad arrivare a tutti il risotto con l’aragosta; dopo qualche minuto arriva anche il maître a servire direttamente la celiaca e, con il fare esperto che aveva avuto fino a quel momento, le si rivolge tranquillizzante: “Prego signora, come vede per stare tranquilli, a lei lo abbiamo fatto senza l’aragosta”!

…é successo!

 

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