Questa è successa in un agriturismo. Di quelli classici fuori dai centri abitati, con porticati in pietra, viale di accesso, all’interno qualche ornamento che richiama la civiltà rurale, un camino grande in pietra. Insomma, nulla di particolarmente diverso dal solito. Io ero capitato lì con altri compagni di viaggio quel giorno, ci siamo seduti in 5 e il primo pensiero di chi mi ospitava è stato garantirmi che potessi essere servito adeguatamente, comunicando subito al giovane proprietario che tra i commensali c’era appunto un celiaco.

Così ci ho parlato direttamente io e ci siamo accordati: una tagliata con rucola e grana e per contorno alcune verdure grigliate, garantendomi la non contaminazione in fase di preparazione.

Sistemato me, si è rivolto agli altri, avviando una lista di piatti narrati con passione e orgoglio. Pietanze con prodotti tipici genuini del posto, preparate con particolare cura dei dettagli e raccontate con la soddisfazione di chi vi dice: “qui si mangia davvero bene!”

Alla fine del suo show, per lo più dedicato ai primi, gli ho detto: “scusami, sei stato bravissimo nel tuo racconto ed hai fatto venire l’acquolina in bocca a 4 persone che ora hanno l’imbarazzo della scelta, mentre in uno dei tuoi ospiti hai risvegliato il dispiacere di non poter godere della vostra bravura. Ma perché non acquistate un pacco di pasta senza glutine e lo tenete in dispensa, così in queste occasioni, poiché la maggior parte dei condimenti che hai descritto è senza glutine, dai la possibilità anche ad un celiaco di poter mangiare come gli altri. Basta cambiare pasta. Il tutto al costo di 2 o 3 euro! Vi conviene, no? Sai, è solo un piccolo consiglio da parte di un celiaco che la prossima volta magari può ritornare qui con altri sette o otto amici e sa di poter mangiare bene!”

“Ma che vuoi? – mi ha risposto infastidito – ti ho appena detto che faccio mangiare pure a te e non sei contento!?!”

 

 

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