L’anno scorso ho scritto la mia prima ed unica recensione su Tripadvisor. Non l’avevo mai fatto prima. In realtà credo siano sempre utili e come tutte le evoluzioni culturali della nostra storia, l’avvento delle recensioni online sia un fatto con cui fare inevitabilmente i conti, sia come operatori che come fruitori. E’ la rivoluzione dei social media che ha portato a questo e in questo mondo dobbiamo imparare a stare; del resto come nella vita, dove le “recensioni” ci sono sempre state solo che si chiamavano diversamente e venivano veicolate con altri mezzi.
Specialmente riguardo alla celiachia, proprio perchè è su questo tema che spesso mi viene l’istinto di scrivere (tanto per cose positive che per quelle negative), ma non sempre mi va di far pesare la condizione a chi mi ospita. In questo caso ritengo sia stato davvero troppo! Vi riporto il testo.

“LA SOPRATTASSA PER I CELIACI”
Posto il conto di qualche giorno fa per evidenziare la soprattassa di 2 € su ben 4 portate senza glutine (addirittura sulle patatine, solo per aver usato olio pulito?). 8 Euro in più per essere celiaco! Come dire: ci arrechi un fastidio e te lo facciamo pagare! 
Ho segnalato la cosa ai proprietari ma la risposta è stata secca: “i servizi in più si pagano!”. E quali servizi? aver pulito una griglia? aver usato olio pulito in friggitrice pulita (che dopo puoi comunque usare per altro)? Aver costretto qualcuno in cucina a cambiare guanti, giacca e pulire intorno (e do’ per scontato che lo abbiano fatto!)? Aver usato farina gluten free per una decina di anellini fritti a mio figlio? Eppure non ho ordinato pasta nè mi hanno portato pane senza glutine. 
E’ ovvio che si tratta di una clamorosa scivolata culturale che di fatto fa percepire al cliente un disagio, eppure quel cliente celiaco (proprio in virtù di una telefonata preventiva che chiedeva se un celiaco può mangiare) si porta dietro 10 persone che pagano un conto di oltre 200 euro, e quei soldi potevano finire in qualche altro ristorante! 
Ho anni di celiachia alle spalle e giro dappertutto per lavoro, è la prima volta che pago una “tassa” (veramente la seconda, ma la prima era sempre allo stesso ristorante due anni fa!) su una disabilità alimentare. Non servono solo corsi sulla celiachia ma sulla cultura dell’accoglienza: far sentire un cliente come un fastidio è esattamente ciò che non si deve fare.

Proprietario alle Ristorante, ha risposto a questa recensione., 6 settembre 2016
Buongiorno Signore , mi spiace del fatto che ci sia rimasto male nel pagare 2 euro in più su ogni portata senza glutine.
ma due euro in più non vogliono dire che il cliente arreca fastidio, significa che diamo un SERVIZIO fatto con massima attenzione e professionalità usando prodotti di prima scelta in ambienti idonei tali da tutelare al massimo la salute della nostra numerosa clientela che ha questo genere di intolleranza.
La ringrazio sia per la recensione che per la lunga chiacchierata fatta la stessa sera presso la nostra struttura, entrambe utili a migliorare la cultura dell’accoglienza.
Mi auguro che torniate presto soprattutto per darle dimostrazione del fatto che i nostri clienti sono il nostro sprono a fare di meglio e come i suoi suggerimenti siano stati messi in atto immediatamente.
Devo ammettere che non ci sono più tornato e sono indeciso se farlo o meno, dopo la promessa che avrebbero tenuto conto della mia lamentela. Mi seccherebbe avere problemi per il terzo anni di fila ed anche gli amici mi direbbero: “ma allora te la vai a cercare!”

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